Pannelli fotovoltaici: Da ricerca australiana balzo nell’efficienza

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Pannelli fotovoltaici: Mentre l’ Unione Europea vara i primi dazi intorno al 12% sui pannelli fotovoltaici di produzione cinese (fino al 6 Agosto 2013, al fine di dare alla Cina un termine ultimo per le negoziazioni), probabilmente su pressione dell’industria degli idrocarburi e dei produttori di energia tradizionali (ma questa è un’idea mia), arriva dall’ Australia una ricerca che permette di avere “sia la botte piena che la moglie ubriaca“. Il Team della UNSW (University of New South Wales), che ancora detiene il record mondiale di massima resa di una cella di silicio (25%), ha infatti trovato il modo di aumentare la resa dal 19% attuale fino al 21/23%, utilizzando un silicio di minore qualità, il che vuol dire costi molto più bassi per una resa molto più alta. Il silicio è infatti il componente più costoso dei pannelli fotovoltaici, migliore è la sua qualità maggiore è la resa (almeno finora), ma anche il suo costo.

Il segreto sta nell’essere riusciti a migliorare il meccanismo di controllo degli atomi di idrogeno inseriti nella struttura atomica del silicio di minor qualità per correggerne le imperfezioni e quindi il deficit prestazionale. This process will allow lower-quality silicon to outperform solar cells made from better-quality materials” dice Stuart Wenham. E proprio quel “will” pone l’accento sul futuro ( il progetto di studio verrà completato solo nel 2016), intanto però sono già 8 le imprese pronte a sviluppare questa tecnologia a fini commerciali. Quello che è importante far risaltare è che non si può frenare il progresso, è molto più intelligente e conveniente favorirlo e accompagnarlo, specie se si parla di energie rinnovabili 🙂

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LINKS UTILI:

Come funziona un modulo fotovoltaico, su Wikipedia

University of New South Wales

Pannelli, un duello assai poco solare

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