Pompei, la città patrimonio UNESCO in cui rivivere i fasti dell’antica Roma!

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Una città ferma al 79 d.C., cristallizzata nel tempo, con le sue costruzioni quasi intatte in grado di trasportare il visitatore indietro di quasi 2000 anni: è la magia di Pompei, la “città sepolta” dalla spettacolare eruzione del Vesuvio e riportata alla luce solo alla metà del XVIII secolo, in cui riscoprire tutta la grandezza di un popolo che ha saputo modernizzare l’intera Europa.

Pompei è forse uno dei simboli più importanti e meglio conservati della grandezza dell’antica Roma, una città che, proprio grazie alla sua immane sventura, ha potuto tramandare ai posteri numerose testimonianze di vita dell’epoca. Sono state infatti proprio le ceneri dell’eruzione vulcanica che ha travolto Pompei ad aver conservato quasi intatte case e costruzioni, oltre che oggetti di uso comune e corpi calcificati.

Numerose sono le ville patrizie riportate alla luce nella cittadina campana, prime fra tutte la Villa dei Misteri e la Casa del Fauno, ma anche botteghe e forni, case di famiglie modeste e lupanari.

Entrando dall’ingresso principale degli scavi, ossia Porta Marina, così denominata perché dava sul mare, si incontrano subito il Tempio di Apollo, il luogo di culto più antico di Pompei circondato da colonne scanalate con capitelli ionici, e la Basilica, edificio pubblico in cui si svolgevano affari e contrattazioni, mentre al centro degli scavi si incontrano le Terme, altro luogo particolarmente amato dagli antichi romani, che qui si dedicavano alla cura e al benessere del proprio corpo.

Nella parte sud della città, invece, spiccano i templi e i teatri, tra cui il Tempio di Iside, dedicato a un culto di origine egizia, e il Teatro Grande, al cui interno è visibile la “palestra dei gladiatori”, un importante punto di ritrovo per la pratica dello sport, ma anche per la formazione artistica e culturale dei giovani.

Passeggiando per le rovine della antica città romana, nei pressi di Porta Nocera è possibile vedere la Palestra Grande, dedicata alle esercitazioni militari e ginniche e al cui interno è collocata una piscina di grandi dimensioni, circa 34 metri per 22, mentre subito dopo, alla fine di Via dell’Abbondanza, si giunge allo spettacolare Anfiteatro, caratterizzato da gradinate con ingressi separati e utilizzato per le lotte tra gladiatori.

Da non perdere, infine, al di fuori delle mura cittadine, la Villa dei Misteri, un’antica casa romana di proprietà probabilmente di una ricca famiglia patrizia, al cui interno sono stati ritrovati diversi dipinti ancora oggi non decifrati, a cui si deve appunto il nome della villa.

Nel corso dei secoli di ricerche e studi portati avanti durante gli scavi della città di Pompei, tantissime sono le testimonianze di vita quotidiana riportate alla luce: dalle stoviglie ai vestiti, dai gioielli ai giochi, elementi della vita di tutti i giorni sono pian piano riaffiorati dal terreno per testimoniare gli stili di vita degli abitanti di questo tipico insediamento romano. Come dimostrano alcuni ritrovamenti, astragali, aliossi e dadi erano, per esempio, alcuni dei passatempi preferiti degli antichi romani, che spesso scommettevano anche denaro per rendere più avvincente e “rischioso” il gioco.

I dadi, in particolare, tramandati nel corso dei secoli fino ai giorni nostri, venivano realizzati in avorio, metallo o legno e utilizzati per scommettere sull’uscita del numero più alto o di un numero pari o dispari, in maniera molto simile ai giochi più semplici tuttora in voga. La passione dei romani per i giochi è testimoniata anche da alcuni affreschi, in cui si possono vedere scene relative ad animate partite di vario genere, con tanto di iscrizioni minacciose e scurrili tra i contendenti: non erano rari, infatti, piccoli litigi e risse a causa del disaccordo tra i giocatori.

L’antica Pompei si presenta dunque come un vero e proprio specchio di vizi e virtù, antichi di 2000 anni ma assolutamente vicini a quelle che, ancora oggi, sono le caratteristiche tipiche delle nostre comunità: un viaggio nel tempo da non perdere per conoscere la storia di un grande popolo, ma anche le nostre origini e le nostre attuali debolezze.

Photo credit by Graham-H, CC0 Creative Commons.

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