Luna: storia del satellite più studiato di sempre!

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Signora incontrastata, ammaliante e misteriosa del cielo notturno, la Luna è senza dubbio il corpo celeste più studiato ed osservato dall’uomo. Già ad occhio nudo il nostro unico satellite ha, nel corso dei millenni, rapito la fantasia dell’uomo, ma da quando Galileo Galilei ha puntato il suo cannocchiale verso il cielo e, nelle serene notti d’autunno del 1610, scopri che la superficie della Luna era un’affascinante esplosione di rugosità, crateri, catene montuose e dolci pianure che lo scienziato pisano chiamò “mari”, il modo e lo spirito con cui oggi osserviamo la pallida signora celeste è completamente cambiato.

Ci sono poi voluti ancora quasi 4 secoli affinché il legame tra Luna e umanità diventasse unico ed esclusivo quando, il 20 luglio 1969, l’uomo riuscì a posare i suoi piedi sul nostro satellite, rendendolo di fatto l’unico luogo dell’Universo (escludendo la Terra) su cui l’uomo è riuscito a camminare.

Eppure, a cinquant’anni di distanza, dopo innumerevoli missioni che hanno portato sulla Terra centinai di chilogrammi di rocce e materiale lunare, l’origine e la storia della Luna, sotto certi aspetti, sono ancora avvolte dal mistero, a partire proprio della sua tanto discussa creazione.

Nel corso degli anni, con la comunità scientifica mai capace di sottoscrivere all’unanimità un’unica teoria sulla genesi del nostro satellite, nemmeno alla luce delle risultanze sperimentali e degli studi condotti sui campioni di superficie lunare, le varie correnti di pensiero sono riuscite a restringere le ipotesi sulla nascita della Luna a quattro teorie più o meno accreditate.

Teoria della nascita contemporanea:

Questa teoria sostiene che sia la Terra che la Luna si siano formate contemporaneamente a partire dalla stessa informe nube di detriti cosmici che, aggregatisi lentamente in due distinti nuclei di accrescimento, abbiano quindi dato origine al sistema Terra-Luna.

Se quest’ipotesi fosse vera allora i due corpi celesti dovrebbero condividere la stessa composizione, mentre è noto che la Luna è mediamente molto meno densa della Terra e, cosa più importante, il nostro satellite ha un nucleo ferroso al centro molto piccolo se non proprio assente, lasciando senza risposta il quesito di come mai il ferro sia finito tutto sul nostro pianeta.

Teoria della fissione:

L’ipotesi in questione, che gode di un seguito importante, ritiene che la Terra primordiale, nei primi “momenti” successivi all’auto aggregazione di materiale cosmico che la vedevano come una sfera di magma incandescente sospesa nello spazio, girasse così rapidamente su sé stessa che un pezzo di magma si sarebbe staccato e, liberatosi dalla zona più intensa della gravità terrestre, abbia poi generato la Luna.

Insomma, una sorta di “filiazione” che però mal si adatta ai recenti studi che hanno restituito dati e valori dettagliati sul valore di rotazione della Terra e sull’orbita della Luna, che avrebbero necessitato di una velocità di rotazione primordiale della Terra elevatissima, valori che nessuno è riuscito a spiegare.

Teoria della Cattura:

Questo terzo modello, forse il più affascinate per quanto riguarda la meccanica di genesi della Luna, afferma che la Terra abbia letteralmente catturato, quasi come fa un cowboy catturando un vitello con il lazo, la Luna che vagava nello spazio grazie alla forza di gravità.

La teoria della cattura però è quella che possiede poche e deboli rilevanze scientifiche dato che, proprio i campioni di rocce lunari che le missioni Apollo hanno riportato sulla Terra, risultano essere composti dagli stessi minerali contenuti nel mantello terrestre e quindi escludendo la natura “esotica” della Luna.

Teoria della Collisione:

Proprio quest’ultima rilevanza, unita a risposte che sembrano svuotare il campo dai vari dubbi che ognuna delle teorie fin qui illustrate porta con sé, ci permette di introdurre l’ultima ipotesi, quella su cui la maggioranza degli scienziati concorda circa la nascita della Luna: la teoria dell’impatto gigante o della collisione.

Ipotizzata la prima volta nel 1970, questa nuova teoria riuscì ad incastrarsi alla perfezione nel puzzle delle moderne teorie della nascita del nostro Sistema Solare.

Secondo questa teoria il giovane Sistema Solare in formazione era caratterizzato da protopianeti che in qualche modo vagavano nello spazio attorno al Sole, cercando di “assestarsi” in una specifica posizione guidati dalla gravità grande orchestratrice del tutto.

In questo movimento di giganti gassosi e rocciosi alla ricerca del proprio “posto al Sole” un gigantesco impatto, un’enorme collisione cosmica avrebbe strappato alla giovane Terra e scagliato nello spazio un’enorme quantità di detriti che poi si sarebbero riaggregati e condensati per formare la luna come oggi tutti noi la conosciamo.

Tuttavia, il lavoro degli scienziati continua per cercare di gettare finalmente una luce nuova e forse definitiva sull’origine del nostro satellite che, dalla notte dei tempi, imperterrito ci guarda attento e premuroso mostrandoci sempre il suo volto familiare.

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