Su Marte era possibile la Vita: ecco tutte le prove raccolte da Curiosity!

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Su Marte era possibile la Vita: Quello che vedete nella foto qui sopra (fonte NASA) è l’estensione che doveva avere il lago del cratere Gale su Marte circa 4 miliardi di anni fa, del quale si è raggiunta l’evidenza sia durato per un periodo tale (decine o centinaia di migliaia di anni) da permettere lo sviluppo della vita sebbene ad uno stadio microbiologico.

Se infatti si era già appurato da tempo come Marte fosse un pianeta letteralmente coperto d’acqua con oceani, laghi e sistemi fluviali, stavolta i rilevamenti svolti sul campo dal robot Curiosity – atterrato il 6 agosto 2012 sul suolo marziano proprio presso il cratere Gale, nella zona chiamata Yellowknife Bay (un’area ricca di rocce sedimentarie vicino all’Equatore) – hanno permesso di determinare non solo l’età delle rocce marziane ma di trovare l’evidenza che il pianeta avrebbe potuto sostenere la vita.

Sono stati infatti scoperti degli elementi come il carbonio, l’idrogeno, lo zolfo, l’azoto e il fosforo la cui presenza assieme all’acqua del lago offrivano tutti i mattoncini necessari alla presenza della vita su Marte. O almeno tutti gli elementi necessari per l’esistenza dei procarioti – piccolissimi microrganismi unicellulari privi di ogni compartimentazione cellulare il cui materiale contenuto è disciolto nel nucleoide – che si ritiene siano stati i primi organismi viventi anche sulla nostra Terra.

Insomma, per dirla con le parole di John Grotzinger, del California Institute of Technology (Caltech), pur non essendoci prove dirette della presenza della vita su Marte: “siamo in grado di dimostrare che il cratere Gale una volta ospitava un antico lago con caratteristiche adeguate a supportare una biosfera marziana basata su chemiolitoautotrofi (batteri che non fanno la fotosintesi ma che ricavano l’energia necessaria dall’ossidazione di sostanze inorganiche semplici)”.

C’è un però, come dichiarato da Enrico Flamini, coordinatore scientifico dell’Agenzia spaziale italiana (Asi), al Corriere.it infatti: “Curiosity non ha a bordo strumenti per rilevare materiale organico“. Ad averli saranno invece i robot della missione europea Exomars che dovrebbe partire nel 2018, si accettano scommesse, secondo me ne scopriremo delle belle, che ne pensate? Anche dall’astronomia e dall’esplorazione dello spazio arrivano sempre stupore e bellezza 🙂

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LINKS UTILI:

NASA Rover Results Include First Age Measurement on Mars and Help for Human Exploration

Sito ufficiale di Curiosity, a cura della NASA

Cosa è la missione ExoMars

Cosa sono i Procarioti su Wikipedia

Cosa sono i batteri Chemioautotrofi

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