Sabbia Sahara fertilizza mezzo Mondo, ecco come!

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Sabbia Sahara? Un fertilizzante: Quando il vento tira da sud siamo abituati a vedere le nostre macchine coperte dalla sabbia del Sahara, specie se piove, insomma una seccatura. Come pure siamo abituati a considerare il deserto come qualcosa di estremamente arido, di inospitale, di ostacolo alla vita e che per di più avanza inesorabilmente. Anche io non mi ero fatto tante domande in proposito, fino a quando non ho visto qualche settimana fa uno spezzone di un interessante documentario americano che narrava non solo di come le albe di Miami non sarebbero mai state così rosse e così belle senza il pulviscolo desertico nell’aria (e fin qui…), ma soprattutto di come la sabbia del deserto fosse in grado di fertilizzare il mondo intero. Possibile?

Allora mi sono messo alla ricerca sul web ed ho scoperto che quella che noi chiamiamo semplicemente sabbia del deserto è qualcosa di più ricco, esiste ad esempio la diatomite, una roccia silicea di origine organica, formatasi milioni di anni fa quando il deserto era ricco di acque dolci, ovvero era fondo marino. La diatomite pare sia il residuo fossile di microscopiche alghe unicellulari della famiglia delle diatomee e del residuo di microscopici animaletti presenti nel plancton. Le prime ricche di carbonato di calcio e diossido di silicio, i secondi ricchi di ferro e fosforo.

Scopro poi su Focus che ben 175 milioni di tonnellate di sabbia va ogni anno verso l’Atlantico e ben 25 milioni di tonnellate di sabbia invece attraversano il Mediterraneo. Scopro anche come numerose zone di mare e dell’oceano siano povere di nutrienti, in particolare di ferro, e di come questo limiti la crescita degli organismi marini. Invece la sabbie del deserto contengono fino al 5% di ferro, infatti dopo che le tempeste di sabbia son passate sul mare si verificano spesso delle improvvise quanto imponenti fioriture algali.

Scopro infine che il fosforo e gli altri composti invece fertilizzano intere foreste pluviali, una su tutte l’Amazzonia, il cui territorio è notoriamente povero di minerali, andando così ad alimentare quello che è ancora il più grande polmone verde del nostro pianeta.

E tutto questo grazie all’arido deserto, così inospitale alla vita. E qui c’è una grande lezione, primo tutto sulla terra ha un proprio ruolo in un più grande equilibrio; secondo la vita vince sempre, siamo noi ad avere troppo spesso la mente limitata, espandiamola… oppure andiamo sulla fiducia 🙂

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LINKS UTILI:

Come la sabbia del deserto da vita alla foresta amazzonica

Deserti volanti

The Perfect Dust Storm

African dust phosphorus fertilizing the Amazon and the Atlantic Ocean is derived from marine sediments and igneous rocks

photo credit: NASA

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