Blade Runner: C’è tanta verita nella scena (e monologo) finale del film..

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Ci sono film che sono capolavori assoluti, capaci di catturare immediatamente e istintivamente l’attenzione, le musiche, le luci, una trama coinvolgente, attori perfetti nel loro ruolo.. ma ci sono anche dei film che non sono solo intrattenimento, che ogni volta che li guardi, anche nel corso della tua vita, ne cogli qualche ulteriore particolare, messaggio e insegnamento. E’ quello che è capitato a me, grande patito di fantascienza sin da bambino con Blade Runner, un film unico, di una malinconia senza fine con la sua ambientazione decadente, un film dalle tante linee interpretative.

Io mi focalizzerei sulla versione in inglese, quella di sopra in italiano bellissima, col monologo finale di Roy Batty (al secolo Rutger Hauer, doppiato da Sandro Iovino che in Italia da anche la voce a Montgomery Burns dei Simpson), ma ancor più bella in originale, seguite questo link, incomincia un pò prima, Rick Deckard (alias Harrison Ford) sta per cadere nel vuoto, aggrappato come riesce ad una trave in acciaio, resa viscida dalla pioggia battente, Roy Batty lo guarda ed esclama:

Quite an experience to live in fear, isn’t it? That’s what it is to be a slave!

Traduzione: bella esperienza vivere nella paura eh? Questo significa essere schiavi..

Bene c’è tanta verità in questa frase, non dimenticatevelo mai 🙂

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